Arance siciliane: varietà, stagione e quali scegliere

Il carciofo siciliano è disponibile da novembre ad aprile: il violetto di Sicilia, senza spine, inizia già in autunno, mentre gli spinosi di Cerda e Menfi danno il meglio tra fine inverno e primavera. In cucina va pulito eliminando foglie dure, punte e barba interna, e si gusta arrostito sulla brace, alla villanella o fritto.

Quando è la stagione dei carciofi in Sicilia

In Sicilia la stagione dei carciofi è lunga: va da novembre ad aprile, con il picco tra febbraio e marzo. Il merito è del violetto di Sicilia, una varietà rifiorente che produce già in autunno e continua per tutto l’inverno, mentre i carciofi spinosi arrivano più tardi.

Il calendario dei carciofi siciliani segue anche le feste. A Palermo i carciofi alla villanella sono un classico delle feste di dicembre, a partire dall’Immacolata. In primavera arrivano le sagre di Cerda, Niscemi, Ramacca e Menfi, tra marzo e aprile, e i carciofi arrostiti sulla brace della Pasquetta palermitana.

Le varietà di carciofo siciliano

I carciofi siciliani tradizionali si dividono in due gruppi: gli spinosi, con brattee appuntite e sapore intenso, e i violetti senza spine (inermi), più delicati e diffusi. Quattro località si contendono il titolo di capitale del carciofo siciliano: Menfi, Cerda, Niscemi e Ramacca.

Varietà

Tipo

Zona

Caratteristiche

Periodo indicativo

Violetto di Sicilia (Catanese)

Senza spine

Piana di Catania, Ramacca, Niscemi

Il più coltivato del Sud Italia, rifiorente, gusto delicato

Novembre–aprile

Carciofo nostrale di Niscemi

Senza spine

Niscemi (Caltanissetta)

Ecotipo autoctono, gusto aromatico e persistente, presidio Slow Food

Inverno–fine aprile

Spinoso di Cerda

Spinoso

Cerda, Madonie (Palermo)

Sapore intenso e croccante, simbolo della provincia di Palermo

Fine inverno–primavera

Spinoso di Menfi

Spinoso

Menfi (Agrigento)

Il più vicino al carciofo spontaneo, ricco di lignina, ottimo alla brace, presidio Slow Food

Fine inverno–primavera

Accanto alle varietà tradizionali, oggi nei campi siciliani si coltivano anche ibridi senza spine più produttivi. Per questo i carciofi autoctoni sono diventati presìdi da tutelare.

Come scegliere un carciofo fresco

Un carciofo fresco è sodo, pesante e con le foglie ben chiuse e serrate. Se lo stringi in mano deve risultare compatto e, piegando una foglia esterna, deve spezzarsi con uno scatto.

  • Foglie chiuse e aderenti: le foglie aperte indicano un carciofo vecchio o troppo maturo, con il cuore più duro e la barba sviluppata.
  • Peso e consistenza: un carciofo pesante rispetto alla dimensione è ricco di polpa; uno leggero e spugnoso ha perso acqua.
  • Gambo: deve essere sodo e verde, non molle né rinsecchito. Se c’è ancora qualche foglia attaccata, deve essere fresca.
  • Colore: uniforme, senza macchie scure estese. Qualche sfumatura bronzata sulle foglie esterne, dovuta al freddo, è normale e non compromette il sapore.

Come pulire i carciofi passo passo

Per pulire un carciofo si eliminano le foglie esterne più dure, si tagliano le punte, si pela il gambo e si toglie la barba interna. Ogni pezzo pulito va subito in acqua e limone, così non annerisce. Per gli spinosi conviene usare i guanti.

  1. Prepara l’acqua acidulata: riempi una ciotola d’acqua fredda e spremici dentro mezzo limone, aggiungendo anche il limone spremuto.
  2. Togli le foglie esterne: stacca con le mani le foglie più dure e scure, finché non arrivi a quelle più chiare e tenere, di colore giallo-verde alla base.
  3. Taglia le punte: con un coltello affilato elimina la parte superiore del carciofo, circa un terzo, dove le foglie sono più coriacee e, negli spinosi, pungenti.
  4. Pulisci il gambo: taglia la parte finale, più fibrosa, e pela con un pelapatate o un coltellino il resto del gambo, che è buono quanto il cuore.
  5. Rifila la base: elimina i residui verdi scuri intorno alla base, dove si attaccavano le foglie tolte.
  6. Togli la barba: taglia il carciofo a metà nel senso della lunghezza ed elimina con un coltellino o uno scavino la peluria interna. Nei carciofi giovani e freschi è minima o assente.
  7. Metti subito in acqua e limone: immergi ogni carciofo appena pulito e lascialo lì fino al momento della cottura.

Perché i carciofi anneriscono? Le sostanze contenute nel carciofo si ossidano a contatto con l’aria e diventano scure. L’acido del limone rallenta questa reazione; per lo stesso motivo conviene usare un coltello in acciaio inox. Le mani si macchiano per la stessa ragione: strofinarle con mezzo limone aiuta a pulirle.

Per i carciofi arrostiti la pulizia è diversa: non si tolgono le foglie né la barba. Si taglia solo il gambo lasciandone un paio di centimetri, si battono i carciofi capovolti sul piano di lavoro per aprire le foglie e si condiscono all’interno.

Come conservare i carciofi

I carciofi interi si conservano in frigorifero per 4–5 giorni; puliti, vanno cucinati entro la giornata oppure sbollentati e congelati.

Come

Dove

Durata indicativa

Interi, con il gambo

Frigorifero, in un sacchetto di carta o un panno umido

4–5 giorni

Interi, a mazzo

In un vaso con un dito d’acqua, come i fiori

2–3 giorni

Puliti, crudi

Frigorifero, immersi in acqua e limone

Entro la giornata

Puliti e sbollentati 3–4 minuti

Congelatore, in sacchetti per alimenti

Alcuni mesi

Sott’olio, dopo cottura in acqua e aceto

Dispensa, in vasetti sterilizzati

Alcuni mesi, seguendo le regole per le conserve domestiche

Per le conserve sott’olio fatte in casa segui con attenzione le indicazioni di sicurezza per la preparazione e la sterilizzazione dei vasetti.

Come cucinare i carciofi alla siciliana

In Sicilia il carciofo si chiama cacòcciulu e ha due grandi classici: i carciofi arrostiti sulla brace e i carciofi alla villanella palermitani.

Carciofi arrostiti (cacocciuli arrustuti)

Sono il carciofo della brace siciliana: a Palermo non mancano mai nella grigliata di Pasquetta, e a Catania si trovano pronti nelle gastronomie in stagione. Gli spinosi, più ricchi di lignina, reggono meglio il calore intenso.

  1. Taglia il gambo lasciandone un paio di centimetri e lava i carciofi.
  2. Batti ogni carciofo capovolto sul piano di lavoro per allargare le foglie e creare un incavo al centro.
  3. Inserisci tra le foglie aglio tritato, prezzemolo, sale, pepe e abbondante olio extravergine d’oliva.
  4. Sistema i carciofi in piedi sulla brace e cuocili a fuoco lento per 20–30 minuti, secondo la dimensione.
  5. Elimina le foglie esterne bruciate e mangia la base delle foglie interne fino al cuore.

Carciofi alla villanella palermitani

I cacocciuli a viddaniedda sono un antipasto delle feste palermitane di dicembre, a cominciare dall’8 dicembre. Si preparano in un tegame con olio, aglio, i carciofi puliti e tagliati a pezzi, sale, pepe e un po’ d’acqua, e si servono con pane casereccio tostato.

Altre idee in cucina

  • Carciofi fritti in pastella, a spicchi.
  • Carciofi ripieni di mollica, pecorino, aglio e prezzemolo, cotti in tegame o al forno.
  • Pasta con i carciofi, con il gambo pelato tagliato a rondelle insieme al cuore.
  • Carciofi crudi: i più freschi e teneri, tagliati sottili, in insalata con limone, olio e scaglie di formaggio.

Valori nutrizionali del carciofo

100 g di carciofo crudo apportano circa 22 kcal e 5,5 g di fibra, insieme a buone quantità di potassio. La parte edibile è circa un terzo del peso del carciofo intero: da 1 kg di carciofi si ricavano circa 340 g di parte commestibile.

Per 100 g di parte edibile, crudo

Quantità

Energia

22 kcal (92 kJ)

Acqua

91,3 g

Proteine

2,7 g

Carboidrati disponibili

2,5 g

Fibra totale

5,5 g

Potassio

376 mg

Vitamina C

12 mg

Fonte: CREA – Centro di ricerca alimenti e nutrizione. I valori cambiano secondo varietà e cottura; in caso di esigenze alimentari specifiche fai riferimento al tuo medico o nutrizionista.

Dove comprare i carciofi a Palermo

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Domande frequenti sui carciofi

Quando è la stagione dei carciofi in Sicilia? Da novembre ad aprile, con il picco tra febbraio e marzo. Il violetto di Sicilia arriva già in autunno, gli spinosi tra fine inverno e primavera.

Come si evita che i carciofi anneriscano? Mettendoli subito, appena puliti, in acqua fredda con succo di limone, e usando un coltello in acciaio inox.

La barba del carciofo si mangia? No, la peluria interna va eliminata perché è stopposa. Nei carciofi giovani e freschi è minima e si può lasciare.

Il gambo del carciofo si può mangiare? Sì: tolta la parte finale più fibrosa e pelato lo strato esterno, il gambo è tenero e saporito quanto il cuore.

Che differenza c’è tra carciofo spinoso e violetto? Lo spinoso ha brattee appuntite e un sapore più intenso, ed è ideale alla brace; il violetto senza spine è più delicato, più facile da pulire e disponibile più a lungo.

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